Chiesa Santa Maria del Carmine - Milano

Chiesa Santa Maria del Carmine - Milano


La Cappella della Madonna del Carmine

La cappella, gioiello del barocco milanese, è costituita da due vani: il coretto dei fedeli a pianta quadrata e la cappella del clero a pianta centrale.
I due vani sono, nel primo ordine, rivestiti di marmi colorati e neri con capitelli dorici bianchi, mentre nel secondo ordine risaltano i dipinti di Camillo Procaccini (con cornici a stucco); ambedue i vani sono coperti da cupole decorate poggianti su tamburi, mentre nella zona absidale, definita da lesene ioniche sulle pareti, è collocato l’altare e la statua della Madonna del Carmine.
Adornata di marmi e pitture dal Procaccini tra il 1616 ed il 1619 venne ampliata da Gerolamo Quadrio tra il 1673 ed il 1676; l’abside venne ulteriormente ingrandita nel 1730.
In armonia con il rivestimento marmoreo, la decorazione barocca a stucco fu eseguita in seguito al rifacimento del Quadrio: essa è trattata in modo relativamente misurato e tale da accordarsi con la severità dello stile dorico della cappella. Nella conca absidale gli stucchi seguono il profilo delle vele.

L’altare è stato concepito da Gerolamo Quadrio ad impianto centrale, con base recante riquadri di marmo, mentre il ciborio è costituito da quattro colonne tortili corinzie, con trabeazione e cupola decorata esternamente di volute, mentre in alto è situato come fastigio il simbolo della Madonna. Nell’edicola è collocata sopra una nuvola la statua della Madonna con Bambino, mentre due angeli in volo la stanno incoronando. La Madonna, avvolta in un ricchissimo panneggio, tiene in braccio il Bambino che protende il braccio con lo scapolare. La mensa rettangolare dell’altare poggia su due statue raffiguranti due putti alati, coperti da un panneggio svolazzante, ed entro una cornice a volute e vegetali è situato lo stemma della Vergine sormontato da una corona. Il tabernacolo, sormontato da due putti alati recanti in mano il calice e la croce, ha una porticina in metallo cesellato e sbalzato decorata con l’anagramma di Cristo. A fianco dell’altare due statue di angeli: quello di destra in atto di spiccare il volo è rivolto verso Maria; quello di sinistra, leggermente inclinato è rivolto verso l’ingresso della cappella. Se il disegno dell’insieme è del Quadrio, la capacità di trattare i marmi e le statue in marmo di Carrara (la Madonna, gli angeli, ed i putti) sono di Giovanni Battista Maestri, detto il Volpino e sono state eseguite intorno al 1676.

Nel coretto dei fedeli, Camillo Procaccini ed aiuti sviluppano una specie di itinerario di preparazione dei fedeli all’incontro con Maria: le figure di Maria nell’Antico Testamento, la pratica delle virtù, la riflessione sulle profezie (profeti e sibille) e la preghiera. Le quattro tele di Camillo Procaccini, opere mature del grande pittore databili tra il 1616 ed il 1619, presentano temi mariani legati all’Antico Testamento: a destra La Danza di David mentre l’arca dell’Alleanza viene trasportata dai sacerdoti a Gerusalemme e più sopra Il sogno di Giacobbe (la scala di Giacobbe) dove il patriarca è reso con efficace effetto prospettico; a sinistra Giuditta con la testa di Oloferne, con in primo piano la giovane ebrea e la sua anziana serva, mentre si intravede nella tenda il corpo inanimato di Oloferne e sullo sfondo l’accampamento assiro e più sopra Ester ed Assuero, che raffigura il coraggio della regina ebrea nel tentativo di salvare il suo popolo.
La cupola, finemente decorata con gli stucchi, vede inserite in essi le tele di Camillo Procacciani e dei suoi aiutanti. Nei pennacchi che sostengono la cupola vengono rappresentate le virtù: l’innocenza (giovane incoronata nell’atto di lavarsi le mani), la temperanza (giovane che regge in mano il giogo), la fortezza (giovane che abbraccia una colonna spezzata), la carità (giovane con il turibolo e la fiamma sul capo). Nella cupola sono incastonate altre quattro tele: due profeti e due sibille, mentre nella lanterna una figura femminile, la vergine orante, completa le tematiche catechistiche.

Nella cappella del clero Camillo Procaccini svolge una vera e propria apologia di Maria: le due tele della Presentazione di Maria al tempio (a sinistra) e dello Sposalizio di Maria (a destra), se svolgono temi ormai classici, vengono trattati con cromatismo ed innovazione. Gli altri dipinti intendono esaltare l’Assunzione di Maria: le due tele simmetriche raffiguranti gli Apostoli che guardano in cielo, con lo sguardo che si perde nella cupola complessa dove sono inseriti tra gli stucchi ben quattro dipinti su altrettanti gruppi di angeli (due gruppi di Angeli musicanti e due gruppi di Angeli in concerto) e più in alto nella lanterna la Vergine assunta, portata in cielo dagli angeli.
Nel rifacimento settecentesco, tra gli stucchi quatto affreschi di Stefano Legnani, detto il Legnanino, databili dei primi decenni del XVIII secolo, che ornano i pennacchi della cupola. In essi sono raffigurate le virtù di Maria: la verginità (giovinetta con l’alicorno), l’umiltà (giovinetta che accarezza l’agnello e calpesta col piede la corona), la carità (giovinetta che abbraccia un fanciullo), la sapienza (giovanetta con il viso e le mani protese verso l’alto).

La balaustrata in marmo policromo come il resto della cappella (marmo nero, broccatello, fior di pesco, ecc…), opera di bottega milanese dell’epoca del rifacimento del Quadrio, è oggi abbellita da un cancelletto in ferro battuto di manifattura locale del XIX secolo.

Chiesa Santa Maria del Carmine - Piazza del Carmine, 2 - Milano 20121 (MI) Tel 02-86463365 - Fax 02-86462828 - chiesadelcarmine2@gmail.com
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